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275 GTS: l’ultima volta di Forghieri su una Ferrari stradale

 

Poco prima della metà degli Anni ’60, la Ferrari ha dato una svolta alla tecnologia dei modelli di serie, migliorandone il confort e gli allestimenti,  pur aumentando le prestazioni. La svolta è avvenuta con la Berlinetta 275 GTB e la Cabriolet 275 GTS, entrambe dovute a Pininfarina e presentate al Salone di Parigi del 1964, con le importanti novità legate al retrotreno a ruote indipendenti e il cambio a 5 rapporti in blocco con il differenziale.

Si tratta dell’ultimo progetto sulle Ferrari di serie legato all’ingegnere Mauro Forghieri prima della definitiva divisione del reparto corse da quello della auto da strada.

Sia la GTB che la GTS adottano il motore a 12 cilindri con distribuzione monoalbero, evoluzione del “275” (3286 cc) utilizzato sui prototipi nella stagione agonistica 1964. Sulla Berlinetta il V12 erogava 280 cavalli mentre la GTS disponeva di 20 cavalli in meno. Altra differenza, i cerchi: in lega per la GTB, classici a raggi “Borrani” per la Cabriolet che era costruita dalla Pininfarina, a differenza della sorella “chiusa”, opera di Scaglietti a Modena.

Al tempo della presentazione, la 275 GTS era attesa perché la Ferrari già nel ’62 aveva cessato la produzione delle 250 Spyder California e 250 Cabriolet, ma attualmente risulta abbastanza rara perché ne sono stati costruiti solo 200 esemplari, fino al maggio 1966, prima di passare le consegne alla nuova 330 GTS.

Tecnicamente più moderna ma erede nello stile delle classiche Ferrari “aperte”, la 275 GTS (telaio #07317) inserita tra le partecipanti al Concorso “Castello di Miramare”, è stata venduta dalla Concessionaria Crepaldi di Milano nel luglio del 1965. Ed è ancora nel colore originale “Blue chiaro 20295 A.Italver” con interni in pelle rossa “VM 3171”.