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De Tomaso Pantera II: bloccata dalla crisi

Tutti conoscono la De Tomaso Pantera, la celebre coupé costruita a Modena con motore Ford V8, con l’appoggio della stessa Casa americana. È entrata in produzione all’alba degli Anni ’70 ed ha retto il mercato per quasi 20 anni senza particolari innovazioni. Merito del progetto dell’ingegnere Gian Paolo Dallara e dello stile di Tom Tjaarda: di grande equilibrio ma anche grintoso, come appunto una pantera a quattro zampe pronta al balzo.

Ad un’asta di auto classiche negli USA è invece ricomparsa la ben più misteriosa “Pantera II”, un prototipo del 1974 che sfilerà al Concorso di Eleganza Castello di Miramare. Disegnata ugualmente da Tom Tjaarda per conto della Ghia, all’epoca di proprietà della Ford (e quindi legata anche a De Tomaso), era una coupé meno estrema della Pantera I e soprattutto doveva rispettare le regole americane in fatto di sicurezza, mantenendo però il maggior numero di particolari della versione precedente.

Nato come progetto 197X (poi 7X), si faceva notare per la sobria eleganza pur con l’obbligo del muso a prova di crash-test e del paraurti posteriore ugualmente con funzioni di sicurezza. Nell’originale colore bronzo metallizzato, la Ghia “svelò” il prototipo nella primavera del ’74 ma l’eventuale produzione venne subito bloccata a causa della rottura del rapporto tra De Tomaso e Ford, aggravato dalla “crisi del petrolio” e quindi  dell’auto sportiva.

 Ribattezzata “Monttella” e con il padiglione e la zona alta della carrozzeria in colore bianco perla, l’auto venne proposta anche ad altri costruttori per un eventuale accordo con De Tomaso ma nessuno accettò. Dopo cinque anni venne ceduta al proprietario di un salone di auto sportive del Michigan.

Daniele Buzzonetti