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Ferrari 857S: da corsa ma stradale nell’anima

Intorno al 1954 la linea delle Ferrari sport denota una maggiore attenzione all’aerodinamica e alla snellezza generale. Nascono delle vetture filanti, di grande equilibrio estetico e che caratterizzeranno le corse fino all’avvento del motore posteriore. Tra queste la rara Ferrari 857S, inserita tra le protagoniste del Concorso d’Eleganza Castello di Miramare per il fascino di una linea raffinata e che anticipa le grandi Ferrari stradali degli anni successivi, le Cabriolet e soprattutto le Spyder California.

Realizzata dal celebre carrozziere modenese Sergio Scaglietti, la 857 riprende lo stile della “piccola” 500 Mondial del ’54, dovuto allo stesso Scaglietti, e poi riproposto da Pinin Farina con le prime tre 750 Monza costruite. Le successive 30 vetture escono però dalla Scaglietti e comprendono alcuni dettagli tipici del carrozziere modenese, inizialmente contestati da Enzo Ferrari: in particolare il poggiatesta e i fari carenati. “È stato molto difficile convincere il Commendatore – ha spesso ricordato Scaglietti – Io ero convinto che dessero un’impronta particolare alla linea ma il “capo” non ne voleva sapere. Per convincerlo sul poggiatesta sono stato aiutato dal figlio Dino mentre per i fari è stato fondamentale l’appoggio di Aurelio Lampredi che dirigeva l’UfficioTecnico”. La validità di questi concetti è riscontrabile anche sulla 857S, sigla che riprende la cilindrata unitaria del motore a 4 cilindri in linea da 280 cavalli. Il modello ha corso nella seconda parte della stagione’55 e in quella del ’56 (1° al Giro di Sicilia con Peter Collins), talvolta aggiornato come “860 Monza” (stesse caratteristiche ma potenza portata a 310 cavalli).

Daniele Buzzonetti