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La prima Rolls Royce di Pinin Farina

Era di un nobile napoletano che negli Anni ’30 viveva a Budapest. Si chiamava Demetrio Imperiali ed è il primo intestatario della Rolls Royce Phanton II del 1934, rara attrazione del Concorso d’Eleganza “Castello di Miramare”. Anzi rarissima, perché l’auto venne carrozzata da Pinin Farina nel 1935 in un solo esemplare, almeno in questa veste. Si focifera di una seconda vettura ma l’ufficiale “Catalogue Raisonné”, che comprende tutti i modelli creati dal grande Maestro torinese, lo esclude. Pinin Farina ha carrozzato altre Rolls ma non in questa veste.

Il modello Phantom II è caratterizzato da un motore a 6 cilindri in linea di 7.768 cc, con distribuzione ad aste e bilancieri, in grado di sviluppare 170 cavalli a 3.000 giri/minuto, una potenza abbastanza elevata per l’epoca e la tipologia della vettura. 

Al momento dell’acquisto l’auto era reduce da un sequestro ultradecennale conseguente a un fallimento e in condizioni di grave deperimento. L’attuale proprietario decise quindi di rivolgersi alla milanese “Pavesi” per il restauro della carrozzeria e al torinese Bosato per rivedere la meccanica.

Dimensioni a parte (è lunga 5 metri e 70 centimetri e ha un’altezza di un metro e 88 centimetri), fondamentalmente solo il muso a forma di tempio greco ricorda che siamo di fronte a una Rolls Royce. Pinin Farina è infatti riuscito a creare uno stile nettamente più snello e morbido rispetto a quello tradizionale “made in England. Non siamo ancora al livello della seconda Phantom II carrozzata in Corso Trapani nel 1937 e non a caso definita “owner driver”. La Phantom presa in esame è ancora una vettura da affidare per lo più a un autista ma la denominazione ufficiale (“Guida Interna Sport”) mette in chiaro che il grande Pinin la pensava in un altro modo. E forse il preparatore Bosato lo ha preso alle lettera…