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O.S.C.A. Zagato: l’ultima fatica dei Fratelli Maserati (con una particolare attrazione per Trieste…)

Curioso il destino dell’O.S.C.A. 1600 GT2 Zagato. È stata la prima auto costruita in piccola serie dai fratelli Maserati dopo 14 anni (1948-1962) dedicati solo ai modelli da corsa. Poteva essere l’auto della svolta e invece è stata quella che li ha portati a cedere nel ’64 il marchio (Officina Specializzata Costruzioni Automobli) al conte Domenico Agusta (all’epoca in auge con le moto MV), che lo ha tenuto in vita fino al ’67. Troppo poche le auto costruite a San Lazzaro di Savena, alla periferia di Bologna: 128 tra il ’62 e il ’64 ma il prototipo era già apparso al Salone di Torino del 1960. Fra tutte, 98 sono state quelle nella più accattivante versione “Zagato” (3.200.000 lire il prezzo di listino) mentre meno seguito hanno avuto le versioni di Fissore, Touring e Boneschi.

Pochissimi gli esemplari conservati, poco capiti al loro tramonto nonostante l’auto vantasse caratteristiche di assoluto rilievo. La base prima di tutto: il progetto della 1600 GT2 Zagato deriva totalmente dall’ultima versione della “MT4” da corsa, una biposto affidata a piloti vincenti, tra cui Lodovico Scarfiotti. Quindi un telaio di dimensioni contenute, con elementi tubolari e traliccio posteriore, sospensioni a ruote indipendenti davanti e dietro e freni a disco sulle quattro ruote. Caratteristiche nobili come quelle del motore, parente stretto di quelli da corsa della stessa Casa e per il quale si dichiaravano 145 Cv a 7200 giri (220 km/h). Le dimensioni del telaio hanno permesso a Zagato (Ercole Spada, lo stilista) di ottenere una berlinetta grintosa e compatta, nelle intenzioni della Casa adatta al turismo e alle corse. Ma tra il progetto e la produzione era trascorso troppo tempo, i livelli erano cambiati e anche in gara la GT2 non ha ottenuto particolari exploit.

Curioso che il primo successo lo abbia ottenuto alla Trieste-Opicina (Stanga, 1° nella GT fino a 2500), nella città dove una “sorella”, che nel 2006 ha ottenuto il primo premio di categoria al Concorso d’Eleganza di Villa d’Este, sarà ancora valutata in base al suo fascino.

Daniele Buzzonetti